L’assegno bancario è ancora oggi utilizzato nei rapporti commerciali. Tuttavia, quando l’assegno risulta scoperto, il rischio per imprese e professionisti è quello di subire un danno immediato di liquidità.
La buona notizia è che la legge prevede strumenti rapidi ed efficaci per il recupero del credito.
Vediamo come agire, in quali tempi e con quali modalità.
1. Quando un assegno è “scoperto”
Un assegno si considera scoperto quando, al momento dell’incasso:
- il conto del traente non presenta fondi sufficienti;
- l’assegno è stato revocato;
- l’assegno è irregolare (firma, autorizzazione, ecc.).
Il mancato pagamento legittima immediatamente il beneficiario ad attivare le tutele previste dal R.D. 1736/1933 (legge assegni).
2. Presentazione all’incasso: termini fondamentali
L’assegno deve essere presentato:
- entro 8 giorni se pagabile nello stesso Comune di emissione;
- entro 15 giorni se pagabile in Comune diverso;
- entro 30 giorni se pagabile all’estero.
Il rispetto dei termini è essenziale per conservare i diritti cartolari.
3. Protesto o constatazione equivalente
In caso di mancato pagamento, si procede al protesto o alla constatazione equivalente da parte della banca.
Il protesto:
- accerta ufficialmente l’inadempimento;
- consente l’iscrizione nel Registro Informatico dei Protesti;
- rafforza la posizione del creditore in sede esecutiva.
4. L’assegno è titolo esecutivo
Questo è il punto centrale.
Ai sensi dell’art. 474 c.p.c., l’assegno bancario è titolo esecutivo.
Ciò significa che non serve una sentenza per agire.
Il creditore può procedere direttamente con:
- atto di precetto (art. 480 c.p.c.);
- esecuzione forzata in caso di mancato pagamento entro 10 giorni.
5. Le modalità di recupero del credito
Le principali opzioni sono:
a) Diffida stragiudiziale
Spesso efficace per ottenere un pagamento rapido o una soluzione transattiva, soprattutto quando il debitore teme le conseguenze del protesto.
b) Atto di precetto
Atto formale che intima il pagamento entro 10 giorni, pena l’esecuzione forzata.
c) Pignoramento
In base alla situazione del debitore:
- pignoramento presso terzi (conto corrente, stipendio, pensione);
- pignoramento mobiliare;
- pignoramento immobiliare (per importi più elevati).
La scelta corretta incide direttamente sui tempi di recupero.
6. Tempi medi di recupero
Indicativamente:
- pagamento spontaneo dopo diffida: 15–30 giorni;
- precetto + pignoramento presso terzi: 2–4 mesi;
- pignoramento immobiliare: tempi più lunghi, ma maggiore incisività.
I tempi dipendono dalla solvibilità del debitore e dalla strategia adottata.
7. Le sanzioni per chi emette assegni scoperti
Chi emette un assegno senza provvista rischia:
- sanzioni amministrative pecuniarie;
- revoca di sistema (divieto di emettere assegni);
- iscrizione nella CAI – Centrale di Allarme Interbancaria.
Questi effetti spesso spingono il debitore a regolarizzare rapidamente la posizione.
8. Prescrizione: perché agire subito
L’azione cartolare da assegno è soggetta a termini di prescrizione brevi.
Trascorsi tali termini, resta solo l’azione causale legata al rapporto sottostante, con tempi e difficoltà maggiori.
Conclusioni
Il recupero del credito da assegno scoperto è giuridicamente agevolato, ma richiede tempestività e competenza.
Per imprese e professionisti, agire subito e con la giusta strategia significa ridurre i tempi, contenere i costi e tutelare la liquidità.
