Il saldo e stralcio è uno degli strumenti più conosciuti (e spesso fraintesi) per ridurre i debiti. Molti lo considerano una sorta di “scorciatoia” per non pagare, ma in realtà si tratta di una vera e propria trattativa che richiede presupposti precisi e una strategia corretta.
Vediamo cos’è, quando conviene e quali errori evitare.
Cos’è il saldo e stralcio
Con il termine saldo e stralcio si indica un accordo transattivo tra debitore e creditore, in base al quale:
- il debitore paga una somma inferiore rispetto al debito originario;
- il creditore rinuncia alla parte residua del credito;
- il debito si considera definitivamente estinto.
In sostanza: si chiude la posizione pagando meno, ma in un’unica soluzione o in poche rate concordate.
Quando è possibile chiedere il saldo e stralcio
Il saldo e stralcio non è un diritto automatico, ma una possibilità che dipende da diversi fattori, tra cui:
- difficoltà economica documentabile del debitore;
- anzianità del debito;
- incertezza del recupero da parte del creditore;
- esistenza di procedure esecutive (pignoramenti, decreti ingiuntivi);
- rischio di prescrizione del credito.
È più frequente nei casi di:
- debiti bancari o finanziari;
- crediti ceduti a società di recupero;
- cartelle esattoriali in fase avanzata;
- posizioni già oggetto di contenzioso.
Saldo e stralcio e Agenzia delle Entrate-Riscossione
Nel linguaggio comune si parla spesso di “saldo e stralcio delle cartelle”, ma è bene fare chiarezza.
Esistono:
- procedure agevolate previste per legge (quando introdotte dal legislatore);
- accordi transattivi individuali, più rari, ma non impossibili in casi specifici.
Ogni situazione va valutata caso per caso, evitando soluzioni standard che possono rivelarsi inefficaci o addirittura dannose.
Conviene sempre il saldo e stralcio?
No. In alcuni casi non conviene affatto.
Ad esempio:
- se il credito è già prescritto o facilmente prescrivibile;
- se l’atto è nullo o viziato;
- se il creditore ha scarse possibilità di agire esecutivamente;
- se esistono valide difese giudiziarie.
In queste ipotesi, pagare (anche meno) può significare rinunciare a una difesa efficace.
I rischi da evitare
Tra gli errori più comuni:
- accettare proposte verbali senza accordo scritto;
- non verificare che lo stralcio sia totale e definitivo;
- non pretendere la liberatoria finale;
- pagare senza una chiara imputazione del pagamento;
- affidarsi a soluzioni “fai da te” o a promesse poco trasparenti.
Il saldo e stralcio, se mal gestito, può trasformarsi in una perdita di denaro senza reali benefici.
Il ruolo dell’avvocato
Un’assistenza legale è fondamentale per:
- verificare la legittimità del credito;
- valutare alternative più favorevoli;
- negoziare una percentuale realmente conveniente;
- formalizzare correttamente l’accordo;
- tutelare il debitore da future pretese.
Solo dopo un’analisi tecnica è possibile capire se il saldo e stralcio è davvero la soluzione migliore.
Conclusione
Il saldo e stralcio può essere uno strumento utile, ma non è sempre la risposta giusta.
Prima di pagare, anche se “meno”, è essenziale sapere se quel debito è realmente dovuto e se esistono strade più vantaggiose.
In materia di debiti, informarsi e valutare con attenzione è il primo vero risparmio.
