Molti risparmiatori gestiscono i propri risparmi tramite libretti postali cointestati.
Alla morte di uno dei cointestatari sorgono dubbi importanti su prelievi, blocchi e successione del credito.
Cosa accade al momento del decesso
Poste Italiane procede generalmente al blocco del libretto, salvo sia cointestato con firma disgiunta.
Firma congiunta
Serve la firma di entrambi per operare.
Alla morte di uno, il libretto viene bloccato fino alla presentazione della documentazione ereditaria.
Firma disgiunta
Ognuno può operare da solo.
Alla morte di uno, in teoria l’altro può continuare ad operare fino a concorrenza della propria quota.
Tuttavia, Poste tende comunque a richiedere:
dichiarazione di successione
certificato di morte
autocertificazione degli eredi
Gli eredi cosa possono fare
Gli eredi del defunto hanno diritto alla quota di spettanza, che viene liquidata da Poste previa consegna della documentazione:
dichiarazione sostitutiva di atto notorio
documento identità eredi
certificato di morte
dichiarazione di successione (se dovuta)
Prelievi dopo il decesso: attenzione
Se il cointestatario superstite effettua prelievi senza titolo, può risponderne civilmente verso gli eredi.
Non è raro che nascano contestazioni per somme prelevate dopo la morte dell’altro cointestatario.
Consiglio pratico
In caso di rapporti cointestati, è fondamentale:
chiarire con anticipo modalità di firma;
evitare prelievi sospetti dopo il decesso;
rivolgersi ad un avvocato per la corretta gestione ereditaria.
