La donazione è uno degli atti più frequenti nella gestione dei patrimoni familiari, ma può generare problemi quando incide sui diritti dei legittimari. La legge italiana tutela infatti con particolare rigore il coniuge, i figli e, in assenza di questi, i genitori, ai quali deve essere garantita una quota minima dell’eredità.
Chi sono i legittimari tutelati dalla legge
I legittimari sono:
il coniuge;
i figli (o, se premorti, i loro discendenti);
in assenza di figli, i genitori del defunto.
A costoro spetta una parte dell’eredità detta quota di legittima, che il testatore non può violare.
La lesione di legittima: quando si verifica
La lesione si verifica quando il defunto, in vita, ha compiuto donazioni eccessive o ha disposto nel testamento in modo tale da ridurre la quota minima spettante ai legittimari.
Esempio tipico: un genitore dona un immobile a uno solo dei figli, lasciando l’altro senza beni sufficienti a coprire la quota riservata dalla legge.
Come si tutela il legittimario leso
La tutela avviene tramite:
1. Azione di riduzione
Serve per dichiarare inefficaci le donazioni (o le disposizioni testamentarie) che hanno leso la quota di legittima.
2. Azione di restituzione
Una volta ottenuta la riduzione, il bene donato può essere richiesto a chi lo possiede, anche se è un terzo acquirente, salvo determinate tutele.
Termini per impugnare
Il legittimario ha 10 anni dall’apertura della successione per esercitare l’azione di riduzione.
Conclusioni
Impugnare una donazione è possibile quando incide sui diritti dei legittimari. Una corretta analisi del patrimonio, delle donazioni e delle quote di riserva è fondamentale per evitare contenziosi familiari spesso molto complessi.
